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Verdena live @ Biergarten

Thu Apr 26, 2007, 10:54 PM
  • Mood: Euphoric
  • Listening to: I 17 tir nel cortile, Verdena ovviamente!
  • Reading: Cavie, Chuck Palahniuk.
  • Watching: Video dei Verdeeeena!
Gioite, gioite cari signori. Oggi è il giorno che tutti aspettavamo. Tra una quindicina di ore i magnifici fantastici strabilianti VERDENA si esibiranno a PALERMO!
"UOOOOOOOH! CHE BEEEEEELLO!"
Ebbene sì.
Purtroppo però ancora non so tutte le parole di tutti i testi di tutti gli album dei Verdena. So tutto Requiem, molto del Suicidio dei samurai, molto di Solo un grande sasso, qualcosa di Verdena, qualcosa di Domotape e canzoncine sparse. UH! Che amorini!
Ma vi lascio, che devo andare al certamen musicale della mia scuola! :D :D

* * * Don't worry, be happy (soprattutto se pensi che ci saranno i Verdena sta sera, aaaaaah quasi mi viene da piangere) * * *

Mi chiedevo...

Thu Feb 15, 2007, 6:05 AM
  • Mood: Zest
  • Listening to: Distillers.
  • Reading: mmh, meglio non parlarne ><
  • Watching: the doodlebops! <3
ma a Palermo si trovano le confezioni di fimo?
Lo chiedo a voi che siete tanto saggi e buoni, e di certo più informati ("di certo" non credo, però faccio finta di sperarci).

Cià. :D

Bonjour Deviantart

Tue Jan 23, 2007, 10:47 AM
  • Mood: Nervous
  • Listening to: Verdena.
  • Reading: Moi meme.
  • Eating: il mio stomaco.
Je ne sais pas parce que j'ecris cette folie ici. Mais je l'ecris.
Je vous demands pardon pour mon orrible francais.

***
È così quando cammino da sola. Un senso acuto di mancanza, di privazione, di solitudine. La avverti dapprima come un leggero fastidio all’altezza dello stomaco, ma col tempo si fa sempre più forte e non ti lascia scampo. Un semplice brivido che si trasforma nella certezza di oppressione. Come puoi non sentirlo? Ti stringe le costole e ti blocca la gola. A seconda dell’intensità e del contesto puoi essere infastidito da un prurito non ben identificato sotto le ciglia, o sentire fiotti di lacrime pronti a sgorgare giù copiosi. Non un grido ben articolato. Qualcosa che parte dal ventre e vuole essere vomitato fuori, e sta sicuro che se riesci davvero ad urlarlo è meglio. Perché se non lo butti fuori ti morirà dentro e tu con lui. Stanne certo. Quando pronunci la tua maledizione, questa sembra più leggera. Ma percepirla e non riuscire a darle una forma ben precisa, a capire di cosa si tratta… beh, direi che è impossibile risolvere un problema se prima non lo trovi. Come tradurre questo verbo se non trovi cosa significa? Tutte le parole attorno si confondono e distorcono la reale frase.
Tu cammini. Cammini e cosa senti? Freddo, freddo, freddo dentro le ossa; freddo che ti assale, che vuole prenderti, soffocarti, rapirti, non lasciarti andare mai più, portarti con sé, addio, ciao, è stato un piacere conoscerti. E ad ogni basso sentire il cuore che batte più forte. Tum tum. Tum tum. Tum tum. Tumtumtum. Un passo. Tum. Sbagliare strada e perdersi. Tum tum tum. Inquietudine che lentamente lascia il posto alla disperazione. Nient’altro che degli occhi spalancati e lucidi che vogliono soltanto chiudersi. All’esterno nessuno lo nota. Passanti senza facce che camminano svelti, ansiosi di ritrovarsi con gli altri uguali individui per l’appuntamento. Oppure fastidiosi brutti ceffi che importunano. Oppure squilibrati almeno quanto te ma che in quel momento non vale la pena di conoscere. Ma tutti loro, tutti, non se ne accorgono. Il naso che scola ma non hai i fazzolettini. Sei stanco ma non ti puoi fermare. Senti caldo ma se ti togli la giacca torna quel freddo assassino. Brividi caldi. Brividi freddi. Brividi, comunque. E ad ogni passo sempre più lo capisci, lo sai, ne sei sicuro. Sai perfettamente che non c’è nessuna chance, che non potrai, non ci riuscirai, non andrai mai avanti, che tutto si disfarà, che diventerai uno schifosissimo cadavere che marcisce nella tomba, un impiegato ossessionato dal lavoro, un alcolista senza vita, un qualunque banalissimo essere vivente che poi morirà e non ce la farà e morirà e soprattutto non avrà alcuna chance. Basta, è finita. Non può andare meglio. Non c’è nessuna speranza. Non puoi, non puoi, non puoi, cazzo se non puoi! Aspettare che ti uccidano dentro, sperare che almeno facciano presto, che si sbrighino, se devono ucciderti almeno lo facciamo bene e presto, che non sia poi così, che sia senza compassione, che ci sia almeno un modo, uno schifosissimo modo per non farlo proprio così penoso e terribile.
Potrebbero mai avverarsi le tue speranze, i tuoi sogni? Con lentezza esasperante il processo comincerà irreversibile e ti accorgerai quanta monotonia c’è pure nella morte, nell’annullamento, che non c’è speranza nemmeno lì, nessuna salvezza, niente. E proprio sul collasso, si bloccherà, si fermerà, si accorgerà dell’ultimo scatto di risoluzione, di accettazione della fine, e ti dirà “Oh, scusa, non volevo! Perdonami, non volevo farti pensare queste brutte cose”, si prenderà gioco di te, perché cazzo lo sai, lo sai che non poteva mica andare così bene, ci sarà un momentaneo risollevamento della situazione, penserai “Forse non era poi così male”, quando… Di nuovo, la caduta. Nell’oblio. Disperazione e noia.
Cammini. Gli occhi e il cuore dilatati e le gambe che si muovono strane. I muscoli non rispondono più tanto bene, perché tu è come se non vedessi, come se non capissi, come se ci fosse un dannatissimo velo eppure tutto così senza diversivi, senza speranze, senti tutto così perfettamente doloroso eppure sei troppo occupato a pensare “È tutto così perfettamente doloroso” che non ti rendi bene conto di quanto, e le proporzioni sballano. Ogni singolo muscolo teso a sentire, a provare, anche il cervello. Il cervello così pieno di percezioni da non riuscire a capire di cosa c’è di così impraticabile, irraggiungibile, imbattibile, lontano, assurdo, non per te. Perché lo sai che non fa per te, vero? Che non vivrai mai perché la vita è come l’arte, o ce l’hai o non ce l’hai, e soprattutto non vivrai una vita d’arte. L’arte e la capacità di vivere ti mancano. Pensi troppo o troppo poco. Complessata. Ti viene giusto adesso in mente tutta una serie di aggettivi quali “deforme, deturpata, sgorbia, storpia, butterata” e subito dopo ti accorgi del fatto che anche se non ci fossero vari handicap saresti comunque inguardabile, e del fatto che questi aggettivi non sono da usare altrimenti ti chiedono “Ma sei complessata?” o cominciano con un’altra serie di ipocrite paroline e frasi per convincerti che: la vita è bella, andrà tutto bene, parli tu e invece guarda me, e poi c’è…, non ci credo che non…, ma dai, ma che dici, non dire scemenze, BONGIA!, dai!, etc. etc. etc.
Lo sai cosa dovresti fare, vero? Cosa farebbe una qualsiasi altra persona che non sei tu, lei ci riuscirebbe, ma tu… Come puoi, tu? Misero essere senza speranza. Abortino vivente. Mostriciattolo incompetente. Tu non puoi, e non potrai, e non sarebbe difficile farcela, ma tu getti la spugna, tu non ce la fai, non ce la fai!
Non potresti nemmeno martirizzarti come fanno certi altri bravi soggetti. Loro sì che ci riescono, loro dicono “E io sono così, sempre meglio che…!” o cose del genere, loro magari fanno i tuoi medesimi pensieri ma non sono così cretini e decerebrati da scriverli, no, anzi, pubblicarli su internet, su una cosa stupida ed egocentrica come un blog. Queste stupide e insensate riflessioni tipiche della vita teen di una teen! “Ommioddio, sono senza speranza! Non ce la farò! Sono così dark/goth/emo!” a cui risponderebbero in molti mafattiunacannaepoivedi.
Cammini, e poi? Non puoi perderti per sempre. Puoi girare un’ora, due, tre, puoi non avere soldi, non avere qualcuno da chiamare, puoi non conoscere la strada, ma prima o poi arriverai. Ma sei sicura di voler arrivare? Di non voler crogiolarti in questo dilaniante e perfettissimo senso di ommioddio sono senza speranza non ce la farò sono così dark goth emo? NO.
Perché io non ce la faccio, ricado un’altra volta in questi stupidi inutili interventi, mi piace scriverli, sono soddisfatta, mi piacciono le provocazioni, uso l’ironia “l’arma dei più deboli”, sono cattiva, sono una bimba cotica, sono scema, sono così scema da dire “io sono me”, frase diventata tipica delle teen che non sanno cosa scrivere nel loro profilo.
***
[link]

Hellow ~~~~

Wed Nov 22, 2006, 4:43 AM
  • Mood: Neutral
  • Listening to: Johnny hit and run Pauline - X
  • Reading: Invisible Monsters (Chuck Palahniuk).
  • Eating: Brioches.
I'm
single
now

.

Pata-trakckc.

Sun Oct 1, 2006, 9:27 AM
  • Mood: Spring Fever
  • Listening to: Balanite - Verdena
*

Le bambine sono delle troie.

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e io che volevo essere un'adorabile troietta.



*
.merda.

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